“Salute senza confini”: tra ambiente, epigenetica e società

La salute non ha confini. Non li hanno i virus, gli inquinanti, i cambiamenti climatici, i sistemi alimentari, le disuguaglianze sociali. E non li hanno quei fattori ambientali e sociali che possono interagire con i processi biologici dell’organismo e contribuire a determinare il rischio di malattia.

 

Paolo Vineis, Salute senza confini. Le epidemie della globalizzazione,  Codice Edizioni, Torino 2020

 

È questo il filo conduttore di Salute senza confini. Le epidemie della globalizzazione di Paolo Vineis, epidemiologo e docente di Global Health all’Imperial College di Londra. Pubblicato originariamente nel 2014 e riproposto da Codice Edizioni nel 2020 in un’edizione aggiornata, il volume propone una lettura della salute che supera la dimensione strettamente biologica per mettere in relazione ambiente, economia, politica, società e condizioni di vita.

Tra i nuclei più significativi del libro vi è il rapporto tra ambiente, biologia ed epigenetica. Il riferimento al “paesaggio epigenetico” introduce una prospettiva particolarmente importante: le condizioni ambientali e sociali possono interagire con i meccanismi che regolano l’espressione dei geni, creando un ponte tra ciò che accade all’esterno dell’organismo e ciò che accade al suo interno.

L’epigenetica diventa così molto più di un tema biologico. Diventa una chiave per comprendere come alimentazione, esposizioni ambientali, condizioni socioeconomiche e caratteristiche dell’ambiente di vita possano entrare nella storia biologica dell’individuo. La distinzione tra ciò che è “biologico” e ciò che è “ambientale” diventa meno netta, così come quella tra responsabilità individuale e determinanti collettivi della salute.

La stessa prospettiva attraversa l’analisi delle epidemie. La globalizzazione ha intensificato la circolazione di persone, merci e agenti patogeni, mentre urbanizzazione, trasformazioni degli ecosistemi, cambiamenti climatici e modelli produttivi contribuiscono a modificare le condizioni nelle quali i rischi sanitari possono emergere e diffondersi.

La pandemia di Covid-19 ha reso questa interdipendenza evidente, ma il valore del ragionamento di Vineis non risiede soltanto nella capacità di interpretare un’emergenza. Il punto è più ampio: comprendere le cause prima ancora di affrontarne le conseguenze.

Da questa impostazione deriva una concezione della prevenzione che non può esaurirsi nella promozione di comportamenti individuali o nella diagnosi precoce. Prevenire significa anche intervenire sui determinanti della salute: ambiente, condizioni di lavoro e di vita, alimentazione, disuguaglianze economiche e sociali, accesso ai servizi e qualità delle politiche pubbliche.

È in questa prospettiva che Salute senza confini mantiene una particolare rilevanza nel dibattito contemporaneo sulla sanità. La salute non è soltanto l’esito di una risposta clinica, né si costruisce esclusivamente all’interno dei sistemi sanitari. È il risultato di una complessa interazione tra condizioni ambientali, sociali, economiche e culturali che agiscono molto prima che una persona entri in un ambulatorio o in un ospedale.

Il libro propone quindi un cambio di prospettiva: dalla malattia ai determinanti della salute, dall’individuo alla popolazione, dalla cura dell’evento alla prevenzione del rischio.

E proprio l’epigenetica rende particolarmente evidente quanto sia difficile tracciare un confine netto tra ambiente e organismo, tra condizioni sociali e biologia, tra presente e futuro.

La salute globale, in questa prospettiva, non è soltanto una questione di confini geografici. È soprattutto una questione di connessioni.

 

© Samanta Sforna – All rights reserved.